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Trend 2026 a Paris Déco Off 2026: Capitolo Primo

Indice

Chi ci segue sui social (se non lo stai ancora facendo, ti invitiamo subito a entrare a far parte della nostra community su Instagram e Facebook), sa che a inizio anno abbiamo provato a indovinare le tendenze del 2026.

Con la voglia di confermare o smentire le nostre supposizioni, siamo volati con tutto il team all’ultima edizione Paris Déco Off, l’appuntamento en plein air che trasforma la capitale francese in un salotto a cielo aperto dove l’arredamento incontra la decorazione d’interni.

deco off paris

Avremo indovinato i nuovi trend che ci accompagneranno per tutto l’anno?

L’unico modo per scoprirlo è portarti con noi nel nostro viaggio alla scoperta delle ultime proposte dei brand che amiamo di più, tappa dopo tappa.

Iniziamo subito dal capitolo primo, che ci catapulta in un universo meraviglioso dove natura, memoria e percezione convivono sotto il segno del design.

Dedar e il potere della memoria condivisa

Il nostro viaggio inizia in 20 rue Bonaparte, con un brand che non smette mai di stupire.

deco off paris 2026

A Paris Dèco Off 2026, Dedar ha dichiarato ancora una volta la sua forte identità, svincolata dai canoni e dai trend dominanti. La nuova collezione, ispirata alle memorie personali e collettive, porta in scena ispirazioni multiformi che spaziano dal geroglifico alle linee libere contemporanee, dai motivi astratti ai riferimenti figurativi, fra visioni diurne e notturne che rievocano un’infanzia ormai passata.

Da bambini sognavamo guardando le stelle del cielo o accennavamo disegni infantili su fogli di carta: ora quei tratti sognanti diventano protagonisti di trame dalle forme disgregate che richiamano costellazioni, pitture rupestri, geroglifici, caratteri kanji e linee spezzate kuba.

Ne è un chiaro esempio Grammelot, in cui il segno grafico frammentato dà vita a un labirinto in cui si aggirano, fianco a fianco, richiami africani rupestri e calligrafia orientale.

tessuto Grammelot

Un altro articolo che abbiamo amato è Darwinista, un velluto jacquard su cui appare una foresta segreta: sinuosi serpenti, ipnotiche tigri, tucani dalle piume lucenti, scimmie sfuggenti ci spiano, tra mistero, inquietudini oniriche e influenze déco.

Oltre alla grafica, nell’ultima collezione Dedar lascia spazio alla materia. Ed è così che velluti marezzati, rasi cascanti, mohair sontuosi e sete grezze filate a mano compongono una nuova idea di eleganza, spontanea e ispirata alla natura.

Allo sguardo, la ruvidezza di una corteccia; alla mano, la morbidezza corposa di un manto animale. Quella che ti abbiamo appena descritto è stata la nostra esperienza sensoriale con Inveraray, una creazione dalle nette evocazioni organiche, cui contribuisce sia l’effetto sabbiato sia la scelta attenta di cromie vegetali screziate tra l’erbaceo, il legnoso e il mondo dei licheni.

tessuto Inveraray

little greene

Little Greene ci porta “In the Garden”

Pochi metri ci separano da 21 rue Bonaparte, dove l’universo cromatico di Little Greene ha preso casa per Paris Déco Off. Qui rimaniamo subito a bocca aperta di fronte a “In the Garden”, la sesta collezione di carte da parati creata in collaborazione con il National Trust.

Un giardino pieno di colori vivaci prende forma davanti ai nostri occhi, tra ninfee, ortensie, margherite e piante grasse: un piccolo microcosmo in cui gioia e leggerezza dominano la scena, e dove sembra non esserci più confine tra “dentro e fuori”.

Composti da otto design eclettici, ispirati alle collezioni orticole e ai giardini più amati al mondo, gli sfondi Little Greene rileggono in modo colorato il rapporto tra l’interior design e l’outdoor.  Colori che non vediamo l’ora di portare nei nostri progetti per la casa o per i locali.

Little greene 2026
Little greene deco off

Karin Sajo, tra natura e glamour italiano anni ‘30

Il nostro viaggio prosegue a 55 Rue de Seine, Saint Germain, ospiti della designer Karin Sajo, che ci ha ammaliati con il suo stile sofisticato ed estremamente femminile.

VALTER KARIN ALESSIA

È stata Karin stessa a spiegarci appassionatamente la nuova collezione, con una piccola sorpresa che ci ha riempiti di orgoglio. Abbiamo infatti scoperto che l’ultima fatica della famosa designer è ispirata all’Italia, in particolare a Villa Necchi Campiglio, un gioiello architettonico della Milano anni ‘30.

parure

Lo scintillio della città meneghina rivive in Parure, un’interpretazione glamour delle notti selvagge tipiche delle feste dell’alta società.

Ogni tessuto nasce da un ambiente o da un dettaglio iconico della villa, dal giardino fiorito con piscina alle pavimentazioni interne, rendendo omaggio all’avanguardia del razionalismo con accenni all’Art Déco: una danza tra strutture formali e linee sinuose.

Il cuore della collezione è Fragrantia, un tessuto con una miriade di fiori ricamati a mano: per sbocciare, ciascuno dei 1.380 fiori per metro lineare è stato tagliato singolarmente! Una vera chicca per gli amanti dello stile botanico.

fragrantia
frondaison

Noi siamo rimasti stupiti anche dall’accento poetico di Frondaison, che è esattamente quello che succederebbe se il foliage del bosco, il cielo stellato e i marmi italiani decidessero di unirsi a nozze.

ZIMMER + ROHDE e i suoi paesaggi dopo la pioggia

Siamo all’ultima tappa del nostro primo capitolo dedicato a Paris Déco Off 2026. E, come puoi immaginare, si tratta di un finale in grande stile.

Arrivati alla Galerie Zidoun-Bossuyt in 51, Rue de Seine, ci troviamo subito circondati dalle scenografie di Zimmer + Rohde curate in collaborazione con Necchi Architecture.

collezione after the rain

La nuova collezione “After the rain” chiude il cerchio del nostro viaggio: il focus è ancora una volta il connubio poetico tra paesaggio e visioni esteriori e interiori. Ma se in Dedar era la memoria del passato a farla da padrona, qui il focus sono le emozioni e le sensazioni del presente.

Perché proprio “After the rain”? Perché quando la pioggia si placa e il mondo si ferma per qualche istante, inizia un silenzioso gioco di rinnovamento. Il cielo si schiarisce, l’aria si colma di freschezza, luce e colore ritornano con rinnovata intensità. Questa pausa magica, questa sensazione di apertura, chiarezza e nuovi inizi, costituisce l’essenza della collezione.

Le diverse proposte richiamano il fluttuare di queste percezioni attraverso la leggerezza dei colori pastello, dal lilla al rosa tenue fino al dusky citron, per poi sfumare verso azzurri polverosi e verdi menta.

A livello di forma, Zimmer + Rohde punta ai design allover organicamente astratti, come Bliss, con la sua trama che evoca venature di pietre preziose o goccioline d’acqua scintillanti. Il risultato è una superficie che brilla in modo diverso da ogni angolazione, a volte con un bagliore setoso, a volte con una leggera profondità.

tessuto bliss

Anche Bamboo cattura la luce in modo unico, grazie ai motivi a strisce intrecciate che creano un gioco decorativo tra l’opaco e il lucente. Il sontuoso drappeggio fluido è il tocco finale che dona a questo stravagante tessuto decorativo un senso di opulenza. Siamo pronti a scommettere che finirà ad arricchire finestre e interni nei nostri progetti!

tessuto bamboo

Zimmer + Rohde non si dimentica delle righe, il grande classico che vive in un’interpretazione più contemporanea.

La prima proposta è Infinity Raya, con coste in velluto dal raffinato effetto high-low che conferiscono alla superficie del rivestimento una profondità tridimensionale. Il gioco di luci e ombre e le delicate linee a contrasto cromatico valorizzano i contorni, ergendosi a dettaglio discreto che esprime raffinatezza e precisione.

infinity raya

La seconda proposta a righe è Petit Paradis, un tessuto Made in Italy radicato nell’eccezionale artigianato italiano. La composizione offre eccellenti qualità tecniche adatte a indoor e outdoor. Abbiamo la netta sensazione che questo articolo si farà notare in Riviera!

tessuto petit paradis

Come vola il tempo quando ci si diverte!

Il primo atto della nostra esperienza a Paris Déco Off si chiude qui, con una domanda ancora aperta: abbiamo indovinato alcune delle nostre previsioni sui trend del 2026?

Per scoprirlo dobbiamo proseguire il nostro viaggio… con il secondo capitolo! Mancano ancora tanti brand da scoprire, e non vediamo l’ora di raccontarli attraverso i nostri occhi.